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Domus Aurea > Aneddoti

 
Tra i lussi e le stravaganze della dimora neroniana non può non essere citata la sala ruotante, o caenatio rotunda, una sala rotonda dal pavimento in legno poggiato sull’acqua, che, grazie a una ruota di dodici metri e a un sistema di cuscinetti, girava su se stessa giorno e notte.

Inoltre i soffitti di molte sale erano ricoperti da lastre d’avorio forate che permettevano la caduta di petali di fiori e profumi. I bagni erano invece forniti di acqua marina e sulfurea.

 
All’interno erano presenti molte statue e opere d’arte provenienti dalla Grecia e dall’Asia: il gruppo scultoreo dei Galati, quello del Laocoonte e alcune sculture di Prassitele.

 
La domus, i suoi interni e, soprattutto, i meravigliosi affreschi di Fabullo, furono riscoperti nel XV secolo, quando un giovane romano  cadde in un settore sepolto della reggia e pensò si trattasse di una grotta piena di figure dipinte.

In seguito a tale notizia gli artisti dell’epoca, tra cui Raffaello, Pinturicchio e Michelangelo, vi entrarono e poterono ammirare le straordinarie pitture, venendone probabilmente anche influenzati. Quando furono scoperte le decorazioni erano ancora vive e brillanti, ma ben presto a causa dell’umidità si deteriorarono e sbiadirono, venendo così dimenticate.