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Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio
Nell'area del Foro romano, alle pendici del Palatino, si trova la chiesa di Santa Maria Antiqua, un gioiello dell'arte bizantina in Italia.

Quello che probabilmente era stato un vestibolo monumentale dei palazzi imperiali in epoca domizianea, nel VI secolo, si spoglia di questa funzione e viene consacrato come chiesa cristiana detta di Santa Maria Antiqua. 
Per tre secoli, l'abside, ricavato sfruttando lo spessore del muro romano, il presbiterio e le cappelle laterali si trasformano in una pergamena murale. I decori pittorici si sovrappongono gli uni agli altri. Gli affreschi originari vengono cancellati da nuovi cicli decorativi.





La parete 'palinsesto', così viene definita la parete a destra dell'abside, è l'emblema di un'epoca e di una filosofia, è la pergamena di pietra a cui vengono affidate le pitture, e non la scrittura, che si sovrappongono le une alle altre. Testimonianza unica dell'arte bizantina.





Santa Maria Antiqua custodisce l'impronta del legame tra Bisanzio e Roma, tra Oriente e Occidente, fino al terremoto dell'847. Santa Maria Antiqua scompare, viene dimenticata. Riaffiora quasi mille anni dopo per caso quando un operaio cade nella zona dell'abside, il rinvenimento viene documentato con disegni e acquerelli, ma l'interesse per il luogo si affievolisce in fretta. Serviranno gli scavi di Giacomo Boni per far riemergere Santa Maria Antiqua e i suoi affreschi.
Nel 1900 inizia la storia contemporanea di questo sito unico al mondo preservato dall'iconoclastia, dal tempo e dal riuso.